sabato 11 luglio 2020

Regione Lazio: COVID, FONDI STRUTTURALI 2014-2020: ACCORDO PER RIPROGRAMMAZIONE DEI PROGRAMMI OPERATIVI





Presentato oggi alla Regione Lazio, alla presenza del ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano, l’accordo per la riprogrammazione dei Programmi Operativi dei Fondi strutturali 2014-2020 in risposta all’emergenza COVID. L’accordo ha un valore complessivo di 646,2 milioni di euro

07/07/2020 - Presentato oggi alla Regione Lazio, alla presenza del ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano, l’accordo per la riprogrammazione dei Programmi Operativi dei Fondi strutturali 2014-2020 in risposta all’emergenza COVID.

L’accordo ha un valore complessivo di 646,2 milioni di euro. L’effetto congiunto delle modifiche regolamentari adottate dalla Commissione europea e delle norme contenute nel Dl Rilancio consentono alla Regione Lazio di destinare alle finalità dell’Accordo 290,5 milioni di euro per quanto riguarda l’FSE e di 355,7 milioni di euro per quanto riguarda il Fesr. Inoltre prevede anche una premialità sulla nuova programmazione FSC 2021-2027 che per il Lazio varrà 333 milioni di euro, oltre al riparto che verrà fatto del Fondo, e che consentiranno di rafforzare ulteriormente la programmazione di lungo periodo in interventi fondamentali per il territorio (infrastrutture, reti idriche, bonifiche, ambiente e tutela del territorio).

In particolare si tratta di cinque misure principali:

1. 222,3 milioni di euro per la sanità: 140 milioni per le spese emergenziali e oltre 82 milioni per un grande piano di rafforzamento della sanità territoriale, con l’acquisto di tecnologie sanitarie come acceleratori lineari, angiografi, tac, risonanze magnetiche, mammografi, e per la sanità digitale;

2. 8,2 milioni di euro per l’istruzione e la formazione: con l‘acquisto di beni e attrezzature per gli istituti e per i beneficiari finalizzato al superamento del divario digitale nell’accesso all’istruzione e alla formazione professionale;

3. 133,4 milioni di euro per sostenere le attività economiche: con i fondi utilizzati per ampliare la platea dei beneficiari di “Pronto Cassa”, i prestiti di 10mila euro a tasso zero a imprese e professionisti, e un piano da ulteriori 51 milioni di euro per il contenimento temporaneo della pressione fiscale sulle imprese;

4. 237,2 milioni di euro per il lavoro: quasi 194 milioni per la cassa integrazione in deroga erogata dall’INPS e oltre 43 milioni per il sostegno ai redditi dei lavoratori dipendenti del settore privato, le indennità di tirocinio e lo sviluppo del lavoro agile (smart working);

5. 45,1 milioni di euro per interventi nel sociale: strumenti di conciliazione fra lavoro, formazione e cura dei minori, da una parte, e servizi di sostegno per le persone in condizione di fragilità aggravata dalla crisi, dall’altra. Per queste ultime, in particolare, pensiamo ad un piano per alleviare il peso delle rette universitarie per gli studenti per cui vogliamo investire 23 milioni di euro confidando che la Commissione europea acconsenta a questo utilizzo delle risorse comunitarie del Fondo sociale.


Con l’accordo viene garantita la copertura integrale degli interventi già identificati nei Programmi Operativi e non più sostenuti da risorse comunitarie. L’accordo prevede la rifinalizzazione dei fondi POR su 5 misure orizzontali: sanità, formazione, imprese, lavoro, sociale.

Si apre lo spazio per alcune importanti azioni strategiche che la Regione Lazio è pronta a proporre e che saranno oggetto di una concertazione con l’Europa, tra cui:

• 82 milioni per un grande piano di rafforzamento della sanità territoriale, con l’acquisto di tecnologie sanitarie (acceleratori lineari, angiografi, tac, risonanze magnetiche, mammografi), e della sanità digitale;

• 51 milioni per il sostegno alle imprese attraverso il contenimento temporaneo della pressione fiscale e intervenendo in particolare sul secondo acconto IRAP 2020 per le PMI laziali;

• 23 milioni per gli studenti universitari con un intervento per garantire residenzialità e borse di studio;

• Ulteriori investimenti per 156 milioni per la digitalizzazione e beni pubblici fondamentali, in particolare nel sistema scolastico; per l’acquisto di mezzi di trasporto non inquinanti per le imprese; per il rilancio dell’attività produttiva in agricoltura; per la promozione turistica del territorio; per il sostegno ai servizi per gli anziani e per le persone con disabilità.

“Per creare sviluppo in Italia non servono le parole ma i fatti. Con il ministro Provenzano abbiamo firmato un accordo per rimettere nell'economia risorse importanti, ed è esattamente quello di cui ora c'è bisogno. Investire sull'economia, sulla sanità, sulla digitalizzazione e sul benessere delle persone. Ora è il momento dei fatti, e questo è un fatto importante che abbiamo conquistato – così il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: l'Italia ha bisogno di segnali concreti per riaccendere i motori dell'economia e creare lavoro, e questo lo si fa con gli investimenti e con le semplificazioni. Anche perché abbiamo sempre parlato di Italia semplice come grande aspettativa del Paese”

“Dal mio punto di vista voglio sottolineare l'importanza del metodo: leale collaborazione, non solo formale ma sostanziale. Le scelte sono state compiute dalla Regione, inserite nelle linee guida nazionali. Il 'centro' ha svolto il ruolo che deve svolgere e la Regione ha operato le scelte migliori L'effetto complessivo è un incremento degli investimenti pubblici, anche grazie al decreto Rilancio: non stiamo definanziando alcun intervento, ma c'è anzi una premialità importante che si aggiunge alla programmazione complessiva. Tutto ciò ha una valenza politica che va oltre la Regione: abbiamo, agli occhi della Ue, soprattutto in questo passaggio, una sfida di credibilità come Paese”- parole del ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano.

“L’accordo firmato oggi è una grande opportunità che consente alla Regione Lazio, prima in Italia, di utilizzare le risorse della programmazione in corso per fronteggiare la grave emergenza sanitaria, economica e sociale che stiamo vivendo, secondo quanto previsto dalle modifiche regolamentari adottate dalla Commissione europea e dal decreto Rilancio. È grazie alla collaborazione con l'Europa e lo Stato se la Regione può riprogrammare gli interventi per rispondere alla crisi e confermare l'impianto, le risorse e la programmazione in corso. L'Europa consentirà infatti di certificare al 100% le spese sostenute nei prossimi 12 mesi, liberando dai programmi una quota equivalente relativa al loro cofinanziamento nazionale e regionale. Lo Stato consente alla Regione, da una parte, di riprogrammare economie disponibili sul Fondo Sviluppo e Coesione, dall'altra, di disporre di dotazioni aggiuntive dello stesso Fondo”- così Alessandra Sartore, assessore alla Programmazione economica e Bilancio.


Approvato il piano industriale di Anpal Servizi



“È con grande soddisfazione che accolgo l’approvazione del Piano industriale di ANPAL Servizi 2020-22”, lo ha dichiarato Mimmo Parisi, presidente dell’ANPAL, al termine del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia.

“Dopo un’articolata fase di condivisione - ha aggiunto Parisi - sia a livello regionale sia a livello nazionale, il Piano industriale permette alla società in house di ANPAL di operare in una prospettiva di ampio respiro, con la programmazione di attività e interventi, in assistenza ad ANPAL, al Ministero del Lavoro e alle Regioni, che valorizzeranno le competenze dei lavoratori in azienda e quindi garantiranno una forte sostenibilità occupazionale. Quel che più mi rallegra è che l’approvazione del Piano chiude finalmente l’annosa questione del precariato storico di ANPAL Servizi. Sono veramente felice per tutti i lavoratori che da molti anni lavorano per questa azienda, fornendo il loro prezioso contributo, e che attendevano con ansia questo momento”.

Insieme al Piano industriale, il CdA ha anche approvato le Linee strategiche triennali 2020-22 di ANPAL e il Bilancio consuntivo 2019.

“Di fronte all’emergenza occupazionale - ha concluso Parisi - dovuta al Covid-19, sia ANPAL che ANPAL Servizi sono ora in condizione di intervenire nel migliore dei modi per rafforzare e rilanciare le politiche attive del lavoro in Italia”.

DECRETO DI AGGIORNAMENTO DELL'ALBO REGIONALE



Decreto di Aggiornamento dell'Albo Regionale ai sensi dell'art.15, comma 6, della Legge Regionale 14 dicembre 2019


giovedì 2 luglio 2020

Bridge to Jobs: ecco la nuova Garanzia Giovani



Ieri a Bruxelles la Commissione Europea ha presentato il pacchetto da almeno 22 miliardi per l’occupazione giovanile.
Garanzia Giovani cambia nome ma soprattutto si rafforza. Si chiama Bridge to Jobs il nuovo programma dell’Unione Europea finalizzato alla promozione dell’occupazione delle persone under 30. 
 
Ma è più ampio il pacchetto per il lavoro giovanile presentato ieri – a Bruxelles – dal vicepresidente esecutivo della Commissione UE, Valdis Dombrovskis, e dal commissario europeo per l’occupazione e gli affari sociali, Nicolas Schmit. 
 
Un pacchetto ideato per fronteggiare la disoccupazione dei giovani che ad aprile 2020 registrava un tasso UE al 15,4%, oltre il doppio rispetto al tasso medio complessivo di disoccupazione a livello europeo. 
 
Un pacchetto che in totale varrà almeno 22 miliardi di euro sul bilancio UE 2021-2027, punterà sulla promozione dell’imprenditoria e delle startup e si focalizzerà su tre filoni specifici:
 
-potenziamento di Garanzia Giovani (Bridge to Jobs);
-un sistema di istruzione e formazione professionale più moderno e flessibile;
-rafforzamento dell’apprendistato.
 
Bridge to Jobs
La nuova Garanzia Giovani si concentrerà soprattutto su servizi personalizzati, si focalizzerà sulle categorie più svantaggiate del mercato del lavoro e avrà l’obiettivo di fornire le competenze più richieste dalle aziende, relative in particolare alla green economy e alla transizione digitale.
 
Agli under 30 che si iscrivono, il programma dovrà proporre entro quattro mesi un’offerta di occupazione, di istruzione, di formazione o di apprendistato.
 
Nuovo sistema di istruzione e formazione professionale
La Commissione Europea vuole adottare un nuovo approccio all'istruzione e alla formazione professionale, rendendola più moderna, attraente, flessibile e adatta all'era digitale e alla transizione verde.
 
Il sistema dovrà essere in grado di aiutare i giovani a prepararsi per il loro primo lavoro. Ma dovrà anche consentire agli adulti di acquisire nuove competenze e sviluppare la propria carriera.
 
Apprendistato
L'azione dell'Unione Europea intende rafforzare le offerte di apprendistato, incentivando il sostegno alle piccole e medie imprese e mobilitando le autorità locali e regionali. 
 
L'Alleanza europea per l'apprendistato ha infatti contribuito a creare oltre 900 mila opportunità per i giovani sin dal suo lancio nel 2013.

Sicilia - Le politiche attive del lavoro al termine di un anno particolare




I numeri fatti dai Navigator occupano spesso le pagine dei giornali, ma presi da soli non hanno molto senso. In Sicilia il lavoro non si è mai arrestato.
Nonostante molto sia stato fatto per spiegare chi siano i Navigator, e quale ruolo svolgano nello scacchiere delle politiche attive del lavoro, molto spesso si incontrano notizie e affermazioni inesatte, o perlomeno basate su dati che presi al di fuori dal loro contesto non significano granché.
I numeri, per loro natura, non sono contestabili, ma è necessario porli all'interno di un sistema coerente per riuscire a capire appieno che cosa rappresentino davvero.

Prendiamo ad esempio la Sicilia. Per provare a chiarire il quadro della situazione Patrizia Caudullo, responsabile Anpal Servizi regionale, ha risposto alle domande in tema Navigator del giornale locale "Buttanissima".
 
La carica dei giovani

Il primo numero è 427, quello dei Navigator attualmente assegnati ai centri per l'impiego siciliani, giovani laureati in Economia, Psicologia, Sociologia e Giurisprudenza che sono andati ad affiancare i dipendenti dei CpI dopo una formazione di quattro mesi. Hanno assistito gli operatori nell'utilizzo diretto della piattaforma del Sistema informativo lavoro (Silav), con la possibilità di convocare i beneficiari, inviare mail e organizzare appuntamenti per spiegare come funzionasse il reddito.
Poi è arrivata la pandemia, che ha scombussolato l'intero Paese, sistema lavoro incluso. Con gli operatori assegnati alla parte amministrativa, i Navigator si sono occupati dell’attivazione dei piani per ogni singolo beneficiario del reddito di cittadinanza e delle proposte di vacancy (offerte di lavoro), offerte formative e politiche attive, ma il tutto in un panorama assolutamente inedito e desolante, impensabile anche per una Regione che conosce bene la disoccupazione.
 
L'obbligo della scuola

Il secondo numero è 51804: quello delle persone intervistate dai Navigator, ossia coloro con i quali sono stati avviati dei colloqui professionalizzanti per cogliere le singole inclinazioni e studiare l’ingresso nel mondo del lavoro.
Questo ha messo alla luce un annoso problema: una grossa parte delle persone intercettate non possiede i requisiti minimi per la finalità prevista: non ha mai cioè ottenuto la licenza di terza media, la chiave d'accesso legale al mondo del lavoro. Ben 12000 tra gli intervistati – spiega la Caudullo – non sono mai passati dai servizi sociali né dai centri per l’impiego, per cui vanno coinvolti praticamente da zero nel nostro sistema sociale. Molti tra di loro, persone che i Centri per l'Impiego avrebbero avuto enormi difficoltà a intercettare, hanno deciso di assolvere all'obbligo scolastico, e sono attualmente in fase di studio apposite convenzioni.

Scegliere di non scegliere

Il terzo numero è 4, e sono i mesi per i quali è stata sospesa la condizionalità connessa alla ricezione del Reddito di Cittadinanza. Questo meccanismo obbliga i percettori del reddito a rispondere a una proposta di lavoro entro la terza chiamata (anche se distante dal luogo di residenza), e ovviamente in sua assenza diventa molto più difficile riuscire a ottenere risposte e collaborazione dai beneficiari. La condizionalità tornerà il 17 luglio, e a quale punto chi ha deciso di non rispondere sarà richiamato in ufficio, e dovrà mettersi a regola, pena la decadenza del beneficio.

 Un'alternativa sostenibile?

Arriviamo così al quarto numero, che è 1118. Sono le persone che hanno accettato un’offerta di lavoro a fronte di quasi 13 mila proposte pervenute. Si è spesso sentito dire che il Reddito di Cittadinanza potrebbe svolgere l'opposto della funzione prevista, e diventare un incentivo a non accettare un lavoro, ma la situazione è sempre più complessa di come la si possa disegnare. "Se i datori offrono 800 euro al mese per 40 ore di lavoro settimanali" – spiega la Caudullo – "Non penso sia compatibile col sistema Paese".

 Le altre politiche

Gli ultimi numeri aggiungono le sfumature che consentono di completare il quadro, e riuscire così a farsi un'idea più accurata di cosa rappresenti.
940 beneficiari (su 1.946) hanno accolto la proposta di una politica attiva del lavoro (ad esempio i cantieri di lavoro predisposti dai Comuni, poi rimandati a causa del Coronavirus). In 3.242 (su 13.904) si sono iscritti a percorsi formativi, e soprattutto 1.570 lavoratori in nero hanno deciso di accedere a un servizio d’orientamento per creazione d’impresa.

In conclusione

Il quadro è giunto al completo, ma allo stesso tempo continua a essere in costante evoluzione. Non può essere altrimenti al termine di un anno falcidiato da una crisi che ha esacerbato tutti i problemi e le resistenze endemiche di una Regione che da sempre offre poco a chi decide di non abbandonarla per cercare fortuna nel Continente. La pandemia che ha paralizzato il mondo intero ha colpito duramente il lavoro che si stava facendo, ma che non si è mai arrestato, e che andrà avanti con la consapevolezza che l'impegno genera quasi sempre risultati.




mercoledì 1 luglio 2020

Premio di eccellenza duale

Sono aperte le candidature al Premio di eccellenza duale 2020, concorso riservato ad aziende che abbiano realizzato in Italia progetti di formazione duale in collaborazione con enti, istituti e centri di formazione di ogni tipo (inclusi licei, istituti tecnici e professionali, CFP/IeFP, ITS e università). 

La partecipazione è gratuita: tutte le informazioni di dettaglio per partecipare sono a questa pagina. 
Le candidature saranno aperte fino a lunedì 14 settembre 2020. 

L'iniziativa è coordinata dalla Camera di commercio Italo-Germanica, con il supporto del Ministero dell’istruzione e della ricerca tedesco (BMBF) e del German Office for international Cooperation in Vocational Education and Training (GOVET) e con la partnership di Anpal.