venerdì 3 aprile 2020

Unica via per la FP: RIPARTIRE






Siamo in una fase abbastanza delicata. Il Coronavirus ha reso tutti più lenti. Le nostre giornate, anche lavorative, paradossalmente si sono allungate in quanto i tempi trascorrono lentamente e sono meno stressanti. Il pensiero e le preoccupazioni del nostro futuro lavorativo, invece, viaggiano velocemente. 
Questa è esattamente la fotografia di ciò che sta facendo e farà del male al settore della formazione professionale e dei servizi per il lavoro.
Chi opera nel settore della FP conosce benissimo i tempi che occorrono, mediamente, per far partire un avviso pubblico (pubblicazione, graduatoria ammissibilità, valutazione di merito, osservazioni...): 7/8 mesi, al netto di eventuali ricorsi.
Gli operatori e gli enti accreditati non possono permettersi di aspettare tutto questo tempo. Più tempo passa, più la situazione si aggraverà. Gli operatori potrebbero perdere il posto di lavoro e gli enti chiudere perché non hanno liquidità per pagare le spese fisse.

Penso ai percorsi formativi che insistono nella filiera etica della FP, per intenderci i corsi per l'obbligo formativo IeFP. Se l'Avviso Pubblico, per gli anni successivi al primo anno solitamente avviati  a Settembre, non dovesse essere pubblicato entro la fine di Aprile molto probabilmente, visto i tempi di valutazione, le attività potrebbero iniziare a Novembre con conseguente perdita di posti di lavoro ed evidente dispersione scolastica. Questo non possiamo permettercelo e non si deve permettere. Ciò che possiamo fare è adottare misure urgenti per semplificare gli iter amministrativi. L'eccessivo tecnicismo, l'applicazione pedante della regola porterebbe inevitabilmente alla crisi profonda del settore. Occorre un rigore flessibile.

Quindi, che fare? Quale via d'uscita?
Il ripristino immediato dei bandi e la pubblicazione contestuale di altri, come ad esempio quello degli IeFP richiedendo una progettazione corretta ma burocraticamente snella. I progettisti trascorrono gran parte del loro tempo davanti al pc per redigere il progetto, per consultare banche dati, per immaginare lo sviluppo del percorso o al telefono per prendere accordi. Tutte queste attività sono perfettamente conciliabili con lo smart working e attuabili attraverso l'uso di videoconferenze.

Gli adempimenti complementari alla progettazione si potrebbero presentare al momento dell'avvio dei percorsi o al momento della presentazione della progettazione esecutiva (convenzione stage, iscrizioni allievi e la documentazione esterna da produrre) pena la mancata autorizzazione all'avvio.

Hasta la próxima
M.U.

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