sabato 11 aprile 2020

E' giusta la direzione?




Un interessante articolo pubblicato su Anpal Servizi ci permette di fare una riflessione seria sulla direzione da intraprendere per il bene del Paese e se quella che stiamo percorrendo sia giusta.

L'articolo mette in evidenza come i servizi pubblici per l'impiego hanno reagito all'emergenza  sanitaria e come, in virtù del loro ruolo, hanno continuato ad erogare il servizio non solo in termini di contatti, attraverso i canali istituzionali tramite telefono - sito web - chat e spazi digitali personali, ma anche attraverso video conferenze o appuntamenti online con l'utenza.

La Francia, attraverso i Pôle emploi - i nostri C.P.I. -  hanno puntato al potenziamento della formazione degli utenti, ampliando con nuovi titoli il catalogo formativo esistente e avvalendosi delle piattaforme di provider partner per ampliare l’offerta, attraverso la FAD 

Ecco, volevamo arrivare a questo punto e far una riflessione. Il fatto che il Governo centrale abbia puntato sulla liquidità da dare alle aziende e, per alcune categorie, un bonus spendibile per beni di prima necessita è la strada giusta?

Il fatto che ad oggi non si sia spesa una parola su come la formazione professionale e i servizi per il lavoro possano contribuire alla ripresa e alla ricrescita del paese post emergenza è la strada giusta?

Le politiche del lavoro potrebbero darà quel valore aggiunto, in questo momento, in termini di ripresa economica? 

La ripresa del paese passa soltanto dall'aver erogato prestiti alle aziende, non a fondo perduto, ma restituibile in 6 anni?
Non sarebbe opportuno delegare alcune attività ( orientamento specialistico, formazione specialistica, accompagnamento alla creazione di impresa...) alle agenzie per il lavoro ed erogare il servizio tramite FAD?

Attualmente le persone (disoccupati e non) costrette all'isolamento sociale, cosa fanno? I dirigenti d'azienda, preoccupati del futuro delle loro imprese, stanno attuando tutte le strategie necessarie per la ripresa? L'isolamento sociale costa, almeno rendiamolo produttivoNon sarebbero meno preoccupati del loro futuro professionale se qualcuno li prendesse in carico e fornisse loro un percorso formativo specifico o un colloquio personalizzato su tematiche specifiche o trasversali, tramite canali telematici e dedicati?

Se un attimo prima ci preoccupiamo della liquidità per l'essenziale, un attimo immediatamente dopo dobbiamo preoccuparci della ripresa economica. Non esiste una ripresa economica se questa non passa dalla riqualificazione delle risorse umane e se, contestualmente, non siamo in grado di attivare politiche del lavoro anche in emergenza. Non si capisce il motivo perché la formazione professionale possa essere erogata online mentre non è possibile per le politiche attive del lavoro. Gli altri lo fanno. Facciamolo pure noi!!!

Ci renderemo conto, se non attiviamo questi percorsi virtuosi, che saremo non solo più indebitati, ma anche consapevoli del fatto che non abbiamo sfruttato il periodo di emergenza in termini di aggiornamento professionale di tutti i potenziali disoccupati che necessariamente le aziende licenzieranno o di tutte le aziende che chiuderanno perché non hanno saputo programmare la ripresa.

Credo sia arrivato il momento di prendere delle decisioni sul futuro del mercato del lavoro. Occorre attuare un vero e proprio Piano Marshall per questi due settori, che sono da considerare come volano del lavoro e non come settore complementare. 


Hasta la próxima
M. U.

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