venerdì 5 febbraio 2021

Occupazione giovanile e l’Agenda europea per le competenze


Allarme occupazione giovanile. La Commissione presenta il pacchetto occupazione giovanile e l’Agenda europea per le competenze

La pandemia di coronavirus ci ha fatto capire con molta forza quanto sia difficile per i giovani europei entrare nel mondo del lavoro.

La Commissione europea non intende far passare inutilmente questi mesi. Il tema dell’occupazione giovanile è decisivo e va affrontato in maniera seria e incisiva. Spetta agli stati adottare le politiche necessarie ma l’Unione europea può aiutare, indirizzare e, nell’ambito degli spazi dati al Bilancio europeo, finanziare azioni positive volte all’aumento dell’occupazione giovanile.

Per costruire nuovi posti di lavoro per i giovani occorre iscrivere le transizioni verde e digitale nel DNA delle politiche dell'UE. Nell'ambito di Con Next Generation EU e il dibattito in corso sul futuro bilancio dell'UE per il settennato 2021-2027, la Commissione ha già proposto importanti opportunità di finanziamento dell'UE per l'occupazione giovanile e spetta ora agli Stati membri dare la priorità a tali investimenti. Secondo la Commissione europea, almeno 22 miliardi di EUR dovrebbero essere spesi per sostenere l'occupazione giovanile.

Il pacchetto di sostegno all'occupazione giovanile proposto dalla Commissione europea è costruito attorno a quattro filoni che insieme forniscono un ponte verso l'occupazione per la prossima generazione. L'obiettivo è rendere i nostri sistemi più resistenti per il futuro e rafforzare l'occupazione agendo su tutti i fronti:

-rafforzando la garanzia per i giovani,

-rafforzando il futuro dell'istruzione e formazione professionale dell'UE (IFP),

-rinnovando lo slancio per gli apprendistati,

-introducendo misure aggiuntive sostenere l'occupazione giovanile.

 La Commissione esorta gli Stati membri a intensificare il sostegno all'occupazione giovanile avvalendosi dei significativi finanziamenti disponibili nell'ambito di Next Generation EU e del futuro bilancio dell'UE. Ad esempio l'UE può contribuire a finanziare:

- sovvenzioni di avviamento e prestiti per giovani imprenditori, sistemi di tutoraggio e incubatori di imprese;

-bonus per le PMI che assumono apprendisti;

-sessioni di formazione per acquisire nuove competenze necessarie sul mercato del lavoro;

- sviluppo delle capacità dei servizi pubblici per l'impiego;

- formazione in materia di gestione della carriera nell'ambito dell'istruzione formale;

- investimenti nelle infrastrutture e nelle tecnologie dell'apprendimento digitale.

La Commissione ha presentato anche l'Agenda europea per le competenze per la competitività sostenibile, l'equità sociale e la resilienza. L'agenda per le competenze stabilisce obiettivi quantitativi ambiziosi per le competenze da raggiungere entro i prossimi 5 anni.

Le sue 12 azioni si concentrano sulle competenze per l'occupazione, da svilupparsi attraverso la collaborazione con gli Stati membri, le aziende e le parti sociali per lavorare insieme per il cambiamento, consentendo alle persone di intraprendere l'apprendimento permanente e usando il bilancio dell'UE come catalizzatore per sbloccare investimenti pubblici e privati in abilità delle persone.

Hasta la próxima

M. U

Recovery Plan dedicato al lavoro

 



La riforma delle politiche attive e la formazione sono i due punti centrali della missione “Inclusione e coesione” del Piano nazionale di ripresa e resilienza approvato dal governo Conte e ora al vaglio delle Camere. Le risorse previste ammontano a 12,62 miliardi di euro.

Politiche attive del lavoro e formazione. Sono questi i due punti centrali del capitolo lavoro all’interno della missione “Inclusione e coesione” del Recovery Plan italiano approvato dal governo e ora al vaglio del Parlamento, prima di essere inviato a Bruxelles per il via libera da parte della Commissione europea.

La bozza del piano da 209 miliardi – ancora da completare con tempi, procedure, riforme e risultati attesi – si pone tra gli obiettivi il «rafforzamento delle politiche attive del lavoro e della formazione di occupati e disoccupati» e l’«aumento dell’occupazione giovanile di qualità attraverso il rafforzamento del sistema duale».

Le risorse previste per il lavoro ammontano a 12,62 miliardi euro, di cui 7,5 per “politiche attive del lavoro e sostegno all’occupazione” e 3,5 per “politiche attive del lavoro e formazione”.

Gli obiettivi che il governo si pone sono cinque.

-sostenere i livelli di occupazione, in particolare quella giovanile, attraverso la definizione e l’ampliamento di misure di politica attiva del lavoro a sostegno dell’acquisizione di competenze per l’adattamento ai cambiamenti del mercato del lavoro e per la ricollocazione.

far fronte al disallineamento tra le competenze in possesso dei lavoratori e i fabbisogni di competenze delle imprese mediante intese ai diversi livelli di governo e tra le diverse amministrazioni statali e regionali competenti, al fine di garantire l’accesso a una formazione adeguata e di qualità su tutto il territorio nazionale, definendo standard uniformi e rafforzando il sistema di certificazione delle competenze (Piano Nazionale delle Nuove Competenze).

-far fronte alle esigenze di formazione e lavoro per i giovani con l’apprendistato duale.

-promuovere l’autonomia economica e l’autoimprenditorialità delle donne con il sostegno all’imprenditorialità femminile.

-sostenere l’attivazione del Servizio Civile Universale per i giovani nella fascia tra i 18 e i 28 anni e l’acquisizione da parte di questi di competenze chiave (soft skills).

Il capitolo “politiche per il lavoro”, si legge nel documento, «mira ad accompagnare la trasformazione del mercato del lavoro con adeguati strumenti volti a facilitare le transizioni occupazionali, a migliorare l’occupabilità dei lavoratori, a innalzare il livello delle tutele attraverso la formazione». Con l’obiettivo di aumentare il tasso di occupazione, dotando le persone di formazione adeguata, ridurre il mismatch di competenze, aumentare quantità e qualità dei programmi di formazione continua degli occupati e dei disoccupati.

Riforma delle politiche attive del lavoro

Il piano prevede la revisione delle politiche attive del lavoro a partire dall’assegno di ricollocazione per arrivare all’istituzione del programma nazionale Gol, «Garanzia di occupabilità dei lavoratori», che prevede un sistema di presa in carico unico dei disoccupati e delle persone in transizione occupazionale che associ la profilazione dei servizi al lavoro alla formazione.

Tra le azioni previste, c’è anche il rafforzamento dei centri per l’impiego e l’integrazione con il sistema di istruzione e formazione anche attraverso la rete degli operatori privati. Nello specifico – si legge – si interverrà nella ridefinizione degli strumenti di presa in carico dei disoccupati con politiche attive che a partire dalla profilazione della persona permettano la costruzione di percorsi personalizzati di riqualificazione delle competenze e di accompagnamento al lavoro. La riforma – spiega il piano – sarà parzialmente finanziata dal programma React Eu.

Formazione

Il rafforzamento delle politiche attive sarà affiancato da un intervento strategico nazionale di riorganizzazione della formazione dei lavoratori, occupati e disoccupati. Si procederà al rafforzamento del sistema della formazione professionale in Italia, promuovendo una rete territoriale dei servizi di istruzione, formazione, lavoro anche attraverso partenariati pubblico-privati fino a sviluppare un sistema permanente di formazione (life-long learning, reskilling e upskilling) – si legge.

Si valorizzeranno gli strumenti esistenti che utilizzano modalità di apprendimento duale e si favorirà l’istituzione di partenariati pubblico-privati, anche nella forma delle industry accademy, in analogia con quanto previsto dalla recente Agenda per le competenze per l’Europa.

In stretto coordinamento con le Regioni, l’obiettivo della riforma è anche quello di definire gli standard qualitativi per le attività formative che devono essere attivate, in relazione al sistema di profilazione stabilito a livello nazionale.

Si propone inoltre di fissare standard per la formazione dei beneficiari di strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati, dei beneficiari del reddito di cittadinanza e di disoccupati di lunga durata, nonché per lavoratori che godono di strumenti straordinari o in deroga di integrazione salariale come la cassa integrazione.

Apprendistato duale

Nel piano è previsto anche il potenziamento del sistema duale con l’obiettivo di rendere sempre più sinergici i sistemi d’istruzione e formazione con il mercato del lavoro, nell’ottica di favorire l’occupabilità dei giovani tramite l’acquisizione di nuove competenze, con la modalità di apprendimento on the job spendibili sul mercato del lavoro.

Si punta alla costruzione di percorsi formativi che rispondano alle esigenze dei fabbisogni professionali delle imprese, fornendo al tessuto produttivo le competenze di cui ha bisogno e riducendo così il mismatch tra competenze richieste nel mercato del lavoro e quelle in uscita dai percorsi di istruzione e formazione.

Sostegno all’imprenditoria femminile

Allo strumento del “Fondo a sostegno dell’imprenditoria femminile”, già previsto nella legge di bilancio 2021, saranno affiancati misure di accompagnamento – mentoring, supporto tecnico-gestionale, misure per la conciliazione vita-lavoro, ecc. – campagne di comunicazione multimediali ed eventi e azioni di monitoraggio e di valutazione.

Servizio civile universale

Il piano prevede di potenziare il Servizio civile per incrementare la qualità dei progetti e il numero dei giovani (con un obiettivo pari a 80mila volontari fino al 2026) coinvolti in attività che contribuiscono al miglioramento della coesione sociale del Paese.

Tra gli obiettivi di questo progetto, c’è quello di disporre di un numero più elevato di giovani che attraverso il Servizio civile compiono un percorso di apprendimento non formale, mediante il quale accrescono le proprie conoscenze e competenze e sono meglio orientati rispetto allo sviluppo della propria vita professionale.

Questi obiettivi, ora, andranno accompagnati con un piano operativo in cui si specificano i tempi, le procedure e i risultati attesi per ciascun progetto. Il confronto parlamentare sarà decisivo per questo secondo step del piano italiano.

fonte:https://www.linkiesta.it

Hasta la próxima

M. U.

lunedì 9 novembre 2020

N.2 Bandi Formazione & APL




Con due distinti avvisi, pubblicati sul sito istituzionale dell’assessorato Famiglia della Regione Siciliana, il governo Musumeci ha destinato 4,4 milioni di euro per finanziare tirocini e percorsi formativi e dare contributi finalizzati all’autonomia abitativa a favore di cittadini di Paesi Terzi regolarmente presenti nel territorio isolano.

Il primo avviso, con una dotazione finanziaria di 2,4 milioni di euro, ha come obiettivo quello di promuovere e potenziare, a livello regionale, l’inserimento lavorativo degli immigrati adulti vittime, o potenziali vittime, di sfruttamento lavorativo in agricoltura ovvero in condizioni di inoccupazione o disoccupazione, purchè in possesso di un regolare permesso di soggiorno.

“L’avviso prevede un contributo di circa 6.200 euro per immigrato, una sorta di dote – afferma l’assessore delle Politiche sociali, Antonio Scavone – con cui finanziamo la formazione degli immigrati adulti attraverso percorsi integrati di inserimento lavorativo della durata massima di 8 mesi che prevedono un tirocinio extracurriculare e la fornitura di servizi specialistici di orientamento e accompagnamento alla ricerca di un lavoro. La “dote” servirà anche per erogare un’indennità di frequenza per la partecipazione ai tirocini e un contributo per il pagamento dei costi di locazione sostenuti dagli immigrati per il reperimento di un’abitazione autonoma. Con queste risorse il governo Musumeci mette in campo un’azione destinata all’integrazione sociale e volta a evitare il purtroppo spesso presente fenomeno del caporalato”.

I soggetti promotori del percorso formativo potranno essere le agenzie per il lavoro, ma anche i soggetti riconosciuti dalle normative regionali quali promotori di tirocini extracurriculari.

Il secondo avviso, con una dotazione finanziaria di 2 milioni di euro e i cui soggetti promotori saranno gli enti del terzo settore, è invece rivolto ai minori stranieri non accompagnati o neo maggiorenni compresi nella fascia d’età 16 -23 anni che hanno lasciato o in procinto di lasciare i sistemi di accoglienza.

“Prevista anche in questo caso una “dote” che sarà di 5 mila euro per soggetto – prosegue Scavone – e che servirà per finanziare la presa in carico dei destinatari, 400 su un totale di 1359 Msna presenti oggi in Sicilia, mediante l’analisi dei bisogni, dei documenti e la verifica delle attitudini professionali, ma anche per l’inserimento abitativo e per le attività di accompagnamento alla ricerca del lavoro o di corso di formazione professionale”.

mercoledì 4 novembre 2020

Pubblicazione Bando Fondo Nuove Competenze

 da anpal.gov.it

I datori di lavoro possono ora presentare istanza ad Anpal per accedere agli interventi del Fondo nuove competenze: è online sul portale Anpal l’avviso che disciplina la procedura. 

I contributi erogati da Anpal attraverso il Fondo remunerano ai datori di lavoro il costo del personale, comprensivo di contributi previdenziali e assistenziali, relativo alle ore di frequenza dei percorsi formativi di sviluppo delle competenze stabiliti dagli accordi collettivi stipulati.
La misura si rivolge quindi ai datori di lavoro privati che stipulino, entro il 31 dicembre 2020, accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro dei propri lavoratori, per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa o per favorire percorsi di ricollocazione. La riduzione dell’orario di lavoro dovrà essere finalizzata ad appositi percorsi di sviluppo delle competenze del lavoratore.
La misura serve a innalzare il livello del capitale umano e risponde, da un lato, alla necessità di accompagnare la fase di ripresa delle imprese e riallineare le competenze del proprio personale ai nuovi fabbisogni, e dall’altro sostiene i lavoratori nell'accrescere e rinnovare le proprie competenze e la capacità di adattarsi al cambiamento. Forte e determinante il ruolo delle parti sociali.

Sono individuabili come soggetti erogatori dei percorsi formativi, tutti gli enti accreditati a livello nazionale e regionale, ovvero altri soggetti, anche privati, che per statuto o istituzionalmente, sulla base di specifiche disposizioni legislative o regolamentari anche regionali, svolgono attività di formazione


Istituito presso Anpal dal decreto legge “Rilancio” (art. 88 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, modificato dall’art. 4 del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104) il fondo è attuato sulla base delle disposizioni del decreto interministeriale del 22 ottobre 2020.
La dotazione del fondo è costituita al momento da 730 milioni di euro, di cui 230 milioni a valere sul Programma operativo nazionale Sistemi di politiche attive per il lavoro, cofinanziato dal Fondo sociale europeo. Potrà essere incrementato con ulteriori risorse dei Programmi operativi nazionali e regionali di Fondo sociale europeo e, per le specifiche finalità, del Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori e dei Fondi paritetici interprofessionali.
Fondo nuove competenze: innovazione per datori di lavoro e lavoratori e rilancio delle politiche attive.

domenica 25 ottobre 2020

Bando Fondo Nuove Competenze




E’ stato pubblicato online il decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, che rende operativo il Fondo Nuove Competenze, introdotto dal decreto Rilancio con la finalità di innalzare il livello del capitale umano nel mercato del lavoro offrendo ai lavoratori l’opportunità di acquisire nuove o maggiori competenze e di dotarsi degli strumenti utili per adattarsi alle nuove condizioni del mercato del lavoro.
Il Fondo è istituito presso l’ANPAL, con una dotazione finanziaria di 730 milioni di euro.
Destinatari del Fondo
Possono avvalersi degli interventi del Fondo tutti i datori di lavoro del settore privato che abbiano stipulato gli accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa (art. 88, comma 1 D.L. n. 34/ 2020), stabilendo che parte dell’orario di lavoro sia finalizzato alla realizzazione di appositi percorsi di sviluppo delle competenze del lavoratore.
Il Vostro ente di formazione potrà agire nei seguenti modi:
-essere soggetto formatore per aziende che demandano a voi la formazione ( più sono meglio è)
-essere azienda che, avendo specifiche caratteristiche, desidera riqualificare il proprio personale
Gli accordi collettivi, sottoscritti entro il 31 dicembre 2020, devono contenere l'indicazione di:
- progetti formativi;
- numero dei lavoratori coinvolti nell'intervento;
- numero di ore dell’orario di lavoro da destinare a percorsi per lo sviluppo delle competenze;
- nei casi di erogazione della formazione da parte dell’impresa, la dimostrazione del possesso dei requisiti tecnici, fisici e professionali di capacità formativa per lo svolgimento del progetto stesso Il limite massimo delle ore da destinare allo sviluppo delle competenze per lavoratore, previa rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa, è individuato in 250 ore.
Le attività di sviluppo delle competenze si devono concludere entro 90 giorni dalla data di approvazione della domanda da parte di ANPAL.
Il Fondo consente infatti alle imprese (di qualunque settore e dimensione) di rimodulare temporaneamente l’orario di lavoro e di utilizzare una parte di esso per far svolgere ai suoi dipendenti attività di formazione e riqualificazione. Ciò avviene senza nessun onere per le aziende perché le ore di formazione sono totalmente a carico dallo Stato: in questo modo, le stesse beneficeranno di una riduzione del costo del lavoro.
Al tempo stesso, i lavoratori possono implementare le loro competenze senza alcuna diminuzione della retribuzione (al contrario della cassa integrazione), bensì con un evidente, duplice vantaggio – economico e formativo – rispetto al normale sistema degli ammortizzatori sociali.
All’istanza devono essere allegati l’intesa stipulata e il progetto per lo sviluppo delle competenze.
La valutazione delle istanze di contributo avverrà secondo il criterio cronologico di presentazione e verrà comunicata la regolarità e conformità della stessa.
Determinazione ed erogazione del contributo
L’ANPAL determina l’importo massimo riconoscibile al datore di lavoro, distinto tra il costo delle ore di formazione e i relativi contributi previdenziali e assistenziali. L’erogazione del contributo avviene con cadenza trimestrale per il tramite di INPS nei limiti dell’importo massimo riconosciuto e comunicato da ANPAL e in ragione della natura delle componenti del contributo medesimo.
Per avvalersi della consulenza della URMAX, basta compilare il form sotto riportato 


giovedì 8 ottobre 2020

Per Enti di formazione e per le imprese: Nuove competenze per nuovi lavori: pronto a partire il Fondo Anpal da 730 milioni




da https://www.fasi.biz/it/notizie/in-evidenza/22572-fondo-nuove-competenze-decreto-attuativo-per-le-domande-ad-anpal.html

In base al decreto attuativo, fino alla scadenza del 31 dicembre 2020 i datori di lavoro interessati ad accedere ai 730 milioni del Fondo nuove competenze potranno sottoscrivere gli accordi con i sindacati per rimodulare l'orario di lavoro dei propri dipendenti e coinvolgerli in percorsi di formazione. Le domande dovranno essere presentate ad ANPAL, l'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro.

In base alle anticipazioni sul decreto attuativo, non ancora pubblicato, le domande dovranno essere presentate all'ANPAL, che pubblicherà sul proprio sito web un avviso con i criteri, le modalità e i termini per l'accesso ai contributi. Alla domanda dovranno essere allegati il progetto per lo sviluppo delle competenze, che deve rispondere a nuovi fabbisogni del datore di lavoro o puntare a incrementare l’occupabilità del lavoratore, e l'accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro sottoscritto con i sindacati.

L'accordo dovrà essere firmato entro la scadenza del 31 dicembre 2020 e dovrà specificare il numero di lavoratori coinvolti nei percorsi formativi e le ore dell’orario di lavoro convertite in formazione, entro il limite massimo di 250 ore per ciascun dipendente.

Le domande verranno valutate secondo l'ordine cronologico di presentazione dall'ANPAL che stabilirà anche l'importo del finanziamento da riconoscere al datore di lavoro.

Entro 90 giorni dall'approvazione dell'istanza da parte dell'ANPAL le imprese dovranno concludere i percorsi formativi. Il limite temporale si allunga a 120 giorni se sono coinvolti anche Fondi interprofessionali.

Le attività formative potranno essere erogate da tutti gli enti accreditati sia a livello nazionale che regionale, da università e centri di ricerca, istituti tecnici e di istruzione secondaria di secondo grado, centri per l'istruzione degli adulti e altri organismi che svolgono attività di formazione.

La formazione potrà essere erogata anche direttamente dall'impresa beneficiaria del finanziamento, a condizione di dimostrare il possesso dei requisiti necessari.



lunedì 5 ottobre 2020

Garanzia Giovani, al 30 aprile 2020 quasi 1 milione e 600mila i Neet registrati al programma


dal sito anpal.gov



Al 30 aprile 2020 sono quasi 1 milione e 600 mila i giovani Neet che, dall’avvio del programma, si sono registrati alla Garanzia Giovani. Di questi, poco meno di 1 milione e 200 mila (79,8%) sono stati presi in carico dai servizi per l’impiego. Nel 40,3% dei casi si tratta di giovani con un indice di profiling alto, ossia con maggiori difficoltà di inserimento lavorativo


Oltre 712 mila giovani (59,6% dei presi in carico) sono stati avviati a una misura e di questi più di 686 mila ha concluso il percorso. Le misure erogate sono oltre 1,5 milioni: tra quelle di politica attiva si registrano quasi 508 mila tirocini, oltre 207 mila incentivi alle imprese per l’assunzione di giovani Neet, più di 136 mila corsi di formazione. 

Il 53,4% dei giovani ha trovato un primo impiego entro 12 mesi dalla presa in carico, percentuale che sale al 57% per quanti sono stati avviati a una misura. Il tasso di occupazione di quanti l’hanno portata a termine è del 55%, i contratti a tempo indeterminato o di apprendistato sono la tipologia contrattuale maggiormente utilizzata (82% degli occupati). Pertanto, gli effetti negativi del periodo di lockdown di marzo e aprile sull’occupazione giovanile risultano di gran lunga attenuati per i partecipanti alla Garanzia Giovani, in parte anche perché limitati dai provvedimenti inseriti nel decreto Cura Italia.

Tuttavia, a partire da marzo, l’andamento del Programma ha risentito delle ripercussioni dell’emergenza Covid-19, con una diminuzione delle registrazioni e delle prese in carico rispettivamente di circa il 66%  e il 73% dei valori attesi in assenza delle misure di contenimento. Nel mese di aprile questo trend negativo è ancora più evidente, con un calo delle registrazioni stimato intorno al 75% e un decremento delle prese in carico intorno al 94%. La maggiore criticità riguarda gli interventi avviati nel mese di aprile che sono stati solo 407, con un gap del 95% rispetto al valore atteso.  

martedì 18 agosto 2020

Avviso 8/2016 - Approvazione Rimodulazione Graduatoria


Dopo un lunghissimo, forse eccessivo, iter amministrativo (l'avviso originario era stato pubblicato il 16/06/2016) di seguito approvazione rimodulazione graduatoria Avviso 8/2016. 


Approvazione rimodulazione delle graduatorie Avviso 8/2016 (18/08/2020)


Hasta la próxima

M. U.


sabato 11 luglio 2020

Regione Lazio: COVID, FONDI STRUTTURALI 2014-2020: ACCORDO PER RIPROGRAMMAZIONE DEI PROGRAMMI OPERATIVI





Presentato oggi alla Regione Lazio, alla presenza del ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano, l’accordo per la riprogrammazione dei Programmi Operativi dei Fondi strutturali 2014-2020 in risposta all’emergenza COVID. L’accordo ha un valore complessivo di 646,2 milioni di euro

07/07/2020 - Presentato oggi alla Regione Lazio, alla presenza del ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano, l’accordo per la riprogrammazione dei Programmi Operativi dei Fondi strutturali 2014-2020 in risposta all’emergenza COVID.

L’accordo ha un valore complessivo di 646,2 milioni di euro. L’effetto congiunto delle modifiche regolamentari adottate dalla Commissione europea e delle norme contenute nel Dl Rilancio consentono alla Regione Lazio di destinare alle finalità dell’Accordo 290,5 milioni di euro per quanto riguarda l’FSE e di 355,7 milioni di euro per quanto riguarda il Fesr. Inoltre prevede anche una premialità sulla nuova programmazione FSC 2021-2027 che per il Lazio varrà 333 milioni di euro, oltre al riparto che verrà fatto del Fondo, e che consentiranno di rafforzare ulteriormente la programmazione di lungo periodo in interventi fondamentali per il territorio (infrastrutture, reti idriche, bonifiche, ambiente e tutela del territorio).

In particolare si tratta di cinque misure principali:

1. 222,3 milioni di euro per la sanità: 140 milioni per le spese emergenziali e oltre 82 milioni per un grande piano di rafforzamento della sanità territoriale, con l’acquisto di tecnologie sanitarie come acceleratori lineari, angiografi, tac, risonanze magnetiche, mammografi, e per la sanità digitale;

2. 8,2 milioni di euro per l’istruzione e la formazione: con l‘acquisto di beni e attrezzature per gli istituti e per i beneficiari finalizzato al superamento del divario digitale nell’accesso all’istruzione e alla formazione professionale;

3. 133,4 milioni di euro per sostenere le attività economiche: con i fondi utilizzati per ampliare la platea dei beneficiari di “Pronto Cassa”, i prestiti di 10mila euro a tasso zero a imprese e professionisti, e un piano da ulteriori 51 milioni di euro per il contenimento temporaneo della pressione fiscale sulle imprese;

4. 237,2 milioni di euro per il lavoro: quasi 194 milioni per la cassa integrazione in deroga erogata dall’INPS e oltre 43 milioni per il sostegno ai redditi dei lavoratori dipendenti del settore privato, le indennità di tirocinio e lo sviluppo del lavoro agile (smart working);

5. 45,1 milioni di euro per interventi nel sociale: strumenti di conciliazione fra lavoro, formazione e cura dei minori, da una parte, e servizi di sostegno per le persone in condizione di fragilità aggravata dalla crisi, dall’altra. Per queste ultime, in particolare, pensiamo ad un piano per alleviare il peso delle rette universitarie per gli studenti per cui vogliamo investire 23 milioni di euro confidando che la Commissione europea acconsenta a questo utilizzo delle risorse comunitarie del Fondo sociale.


Con l’accordo viene garantita la copertura integrale degli interventi già identificati nei Programmi Operativi e non più sostenuti da risorse comunitarie. L’accordo prevede la rifinalizzazione dei fondi POR su 5 misure orizzontali: sanità, formazione, imprese, lavoro, sociale.

Si apre lo spazio per alcune importanti azioni strategiche che la Regione Lazio è pronta a proporre e che saranno oggetto di una concertazione con l’Europa, tra cui:

• 82 milioni per un grande piano di rafforzamento della sanità territoriale, con l’acquisto di tecnologie sanitarie (acceleratori lineari, angiografi, tac, risonanze magnetiche, mammografi), e della sanità digitale;

• 51 milioni per il sostegno alle imprese attraverso il contenimento temporaneo della pressione fiscale e intervenendo in particolare sul secondo acconto IRAP 2020 per le PMI laziali;

• 23 milioni per gli studenti universitari con un intervento per garantire residenzialità e borse di studio;

• Ulteriori investimenti per 156 milioni per la digitalizzazione e beni pubblici fondamentali, in particolare nel sistema scolastico; per l’acquisto di mezzi di trasporto non inquinanti per le imprese; per il rilancio dell’attività produttiva in agricoltura; per la promozione turistica del territorio; per il sostegno ai servizi per gli anziani e per le persone con disabilità.

“Per creare sviluppo in Italia non servono le parole ma i fatti. Con il ministro Provenzano abbiamo firmato un accordo per rimettere nell'economia risorse importanti, ed è esattamente quello di cui ora c'è bisogno. Investire sull'economia, sulla sanità, sulla digitalizzazione e sul benessere delle persone. Ora è il momento dei fatti, e questo è un fatto importante che abbiamo conquistato – così il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: l'Italia ha bisogno di segnali concreti per riaccendere i motori dell'economia e creare lavoro, e questo lo si fa con gli investimenti e con le semplificazioni. Anche perché abbiamo sempre parlato di Italia semplice come grande aspettativa del Paese”

“Dal mio punto di vista voglio sottolineare l'importanza del metodo: leale collaborazione, non solo formale ma sostanziale. Le scelte sono state compiute dalla Regione, inserite nelle linee guida nazionali. Il 'centro' ha svolto il ruolo che deve svolgere e la Regione ha operato le scelte migliori L'effetto complessivo è un incremento degli investimenti pubblici, anche grazie al decreto Rilancio: non stiamo definanziando alcun intervento, ma c'è anzi una premialità importante che si aggiunge alla programmazione complessiva. Tutto ciò ha una valenza politica che va oltre la Regione: abbiamo, agli occhi della Ue, soprattutto in questo passaggio, una sfida di credibilità come Paese”- parole del ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano.

“L’accordo firmato oggi è una grande opportunità che consente alla Regione Lazio, prima in Italia, di utilizzare le risorse della programmazione in corso per fronteggiare la grave emergenza sanitaria, economica e sociale che stiamo vivendo, secondo quanto previsto dalle modifiche regolamentari adottate dalla Commissione europea e dal decreto Rilancio. È grazie alla collaborazione con l'Europa e lo Stato se la Regione può riprogrammare gli interventi per rispondere alla crisi e confermare l'impianto, le risorse e la programmazione in corso. L'Europa consentirà infatti di certificare al 100% le spese sostenute nei prossimi 12 mesi, liberando dai programmi una quota equivalente relativa al loro cofinanziamento nazionale e regionale. Lo Stato consente alla Regione, da una parte, di riprogrammare economie disponibili sul Fondo Sviluppo e Coesione, dall'altra, di disporre di dotazioni aggiuntive dello stesso Fondo”- così Alessandra Sartore, assessore alla Programmazione economica e Bilancio.


Approvato il piano industriale di Anpal Servizi



“È con grande soddisfazione che accolgo l’approvazione del Piano industriale di ANPAL Servizi 2020-22”, lo ha dichiarato Mimmo Parisi, presidente dell’ANPAL, al termine del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia.

“Dopo un’articolata fase di condivisione - ha aggiunto Parisi - sia a livello regionale sia a livello nazionale, il Piano industriale permette alla società in house di ANPAL di operare in una prospettiva di ampio respiro, con la programmazione di attività e interventi, in assistenza ad ANPAL, al Ministero del Lavoro e alle Regioni, che valorizzeranno le competenze dei lavoratori in azienda e quindi garantiranno una forte sostenibilità occupazionale. Quel che più mi rallegra è che l’approvazione del Piano chiude finalmente l’annosa questione del precariato storico di ANPAL Servizi. Sono veramente felice per tutti i lavoratori che da molti anni lavorano per questa azienda, fornendo il loro prezioso contributo, e che attendevano con ansia questo momento”.

Insieme al Piano industriale, il CdA ha anche approvato le Linee strategiche triennali 2020-22 di ANPAL e il Bilancio consuntivo 2019.

“Di fronte all’emergenza occupazionale - ha concluso Parisi - dovuta al Covid-19, sia ANPAL che ANPAL Servizi sono ora in condizione di intervenire nel migliore dei modi per rafforzare e rilanciare le politiche attive del lavoro in Italia”.

DECRETO DI AGGIORNAMENTO DELL'ALBO REGIONALE



Decreto di Aggiornamento dell'Albo Regionale ai sensi dell'art.15, comma 6, della Legge Regionale 14 dicembre 2019


giovedì 2 luglio 2020

Bridge to Jobs: ecco la nuova Garanzia Giovani



Ieri a Bruxelles la Commissione Europea ha presentato il pacchetto da almeno 22 miliardi per l’occupazione giovanile.
Garanzia Giovani cambia nome ma soprattutto si rafforza. Si chiama Bridge to Jobs il nuovo programma dell’Unione Europea finalizzato alla promozione dell’occupazione delle persone under 30. 
 
Ma è più ampio il pacchetto per il lavoro giovanile presentato ieri – a Bruxelles – dal vicepresidente esecutivo della Commissione UE, Valdis Dombrovskis, e dal commissario europeo per l’occupazione e gli affari sociali, Nicolas Schmit. 
 
Un pacchetto ideato per fronteggiare la disoccupazione dei giovani che ad aprile 2020 registrava un tasso UE al 15,4%, oltre il doppio rispetto al tasso medio complessivo di disoccupazione a livello europeo. 
 
Un pacchetto che in totale varrà almeno 22 miliardi di euro sul bilancio UE 2021-2027, punterà sulla promozione dell’imprenditoria e delle startup e si focalizzerà su tre filoni specifici:
 
-potenziamento di Garanzia Giovani (Bridge to Jobs);
-un sistema di istruzione e formazione professionale più moderno e flessibile;
-rafforzamento dell’apprendistato.
 
Bridge to Jobs
La nuova Garanzia Giovani si concentrerà soprattutto su servizi personalizzati, si focalizzerà sulle categorie più svantaggiate del mercato del lavoro e avrà l’obiettivo di fornire le competenze più richieste dalle aziende, relative in particolare alla green economy e alla transizione digitale.
 
Agli under 30 che si iscrivono, il programma dovrà proporre entro quattro mesi un’offerta di occupazione, di istruzione, di formazione o di apprendistato.
 
Nuovo sistema di istruzione e formazione professionale
La Commissione Europea vuole adottare un nuovo approccio all'istruzione e alla formazione professionale, rendendola più moderna, attraente, flessibile e adatta all'era digitale e alla transizione verde.
 
Il sistema dovrà essere in grado di aiutare i giovani a prepararsi per il loro primo lavoro. Ma dovrà anche consentire agli adulti di acquisire nuove competenze e sviluppare la propria carriera.
 
Apprendistato
L'azione dell'Unione Europea intende rafforzare le offerte di apprendistato, incentivando il sostegno alle piccole e medie imprese e mobilitando le autorità locali e regionali. 
 
L'Alleanza europea per l'apprendistato ha infatti contribuito a creare oltre 900 mila opportunità per i giovani sin dal suo lancio nel 2013.

Sicilia - Le politiche attive del lavoro al termine di un anno particolare




I numeri fatti dai Navigator occupano spesso le pagine dei giornali, ma presi da soli non hanno molto senso. In Sicilia il lavoro non si è mai arrestato.
Nonostante molto sia stato fatto per spiegare chi siano i Navigator, e quale ruolo svolgano nello scacchiere delle politiche attive del lavoro, molto spesso si incontrano notizie e affermazioni inesatte, o perlomeno basate su dati che presi al di fuori dal loro contesto non significano granché.
I numeri, per loro natura, non sono contestabili, ma è necessario porli all'interno di un sistema coerente per riuscire a capire appieno che cosa rappresentino davvero.

Prendiamo ad esempio la Sicilia. Per provare a chiarire il quadro della situazione Patrizia Caudullo, responsabile Anpal Servizi regionale, ha risposto alle domande in tema Navigator del giornale locale "Buttanissima".
 
La carica dei giovani

Il primo numero è 427, quello dei Navigator attualmente assegnati ai centri per l'impiego siciliani, giovani laureati in Economia, Psicologia, Sociologia e Giurisprudenza che sono andati ad affiancare i dipendenti dei CpI dopo una formazione di quattro mesi. Hanno assistito gli operatori nell'utilizzo diretto della piattaforma del Sistema informativo lavoro (Silav), con la possibilità di convocare i beneficiari, inviare mail e organizzare appuntamenti per spiegare come funzionasse il reddito.
Poi è arrivata la pandemia, che ha scombussolato l'intero Paese, sistema lavoro incluso. Con gli operatori assegnati alla parte amministrativa, i Navigator si sono occupati dell’attivazione dei piani per ogni singolo beneficiario del reddito di cittadinanza e delle proposte di vacancy (offerte di lavoro), offerte formative e politiche attive, ma il tutto in un panorama assolutamente inedito e desolante, impensabile anche per una Regione che conosce bene la disoccupazione.
 
L'obbligo della scuola

Il secondo numero è 51804: quello delle persone intervistate dai Navigator, ossia coloro con i quali sono stati avviati dei colloqui professionalizzanti per cogliere le singole inclinazioni e studiare l’ingresso nel mondo del lavoro.
Questo ha messo alla luce un annoso problema: una grossa parte delle persone intercettate non possiede i requisiti minimi per la finalità prevista: non ha mai cioè ottenuto la licenza di terza media, la chiave d'accesso legale al mondo del lavoro. Ben 12000 tra gli intervistati – spiega la Caudullo – non sono mai passati dai servizi sociali né dai centri per l’impiego, per cui vanno coinvolti praticamente da zero nel nostro sistema sociale. Molti tra di loro, persone che i Centri per l'Impiego avrebbero avuto enormi difficoltà a intercettare, hanno deciso di assolvere all'obbligo scolastico, e sono attualmente in fase di studio apposite convenzioni.

Scegliere di non scegliere

Il terzo numero è 4, e sono i mesi per i quali è stata sospesa la condizionalità connessa alla ricezione del Reddito di Cittadinanza. Questo meccanismo obbliga i percettori del reddito a rispondere a una proposta di lavoro entro la terza chiamata (anche se distante dal luogo di residenza), e ovviamente in sua assenza diventa molto più difficile riuscire a ottenere risposte e collaborazione dai beneficiari. La condizionalità tornerà il 17 luglio, e a quale punto chi ha deciso di non rispondere sarà richiamato in ufficio, e dovrà mettersi a regola, pena la decadenza del beneficio.

 Un'alternativa sostenibile?

Arriviamo così al quarto numero, che è 1118. Sono le persone che hanno accettato un’offerta di lavoro a fronte di quasi 13 mila proposte pervenute. Si è spesso sentito dire che il Reddito di Cittadinanza potrebbe svolgere l'opposto della funzione prevista, e diventare un incentivo a non accettare un lavoro, ma la situazione è sempre più complessa di come la si possa disegnare. "Se i datori offrono 800 euro al mese per 40 ore di lavoro settimanali" – spiega la Caudullo – "Non penso sia compatibile col sistema Paese".

 Le altre politiche

Gli ultimi numeri aggiungono le sfumature che consentono di completare il quadro, e riuscire così a farsi un'idea più accurata di cosa rappresenti.
940 beneficiari (su 1.946) hanno accolto la proposta di una politica attiva del lavoro (ad esempio i cantieri di lavoro predisposti dai Comuni, poi rimandati a causa del Coronavirus). In 3.242 (su 13.904) si sono iscritti a percorsi formativi, e soprattutto 1.570 lavoratori in nero hanno deciso di accedere a un servizio d’orientamento per creazione d’impresa.

In conclusione

Il quadro è giunto al completo, ma allo stesso tempo continua a essere in costante evoluzione. Non può essere altrimenti al termine di un anno falcidiato da una crisi che ha esacerbato tutti i problemi e le resistenze endemiche di una Regione che da sempre offre poco a chi decide di non abbandonarla per cercare fortuna nel Continente. La pandemia che ha paralizzato il mondo intero ha colpito duramente il lavoro che si stava facendo, ma che non si è mai arrestato, e che andrà avanti con la consapevolezza che l'impegno genera quasi sempre risultati.




mercoledì 1 luglio 2020

Premio di eccellenza duale

Sono aperte le candidature al Premio di eccellenza duale 2020, concorso riservato ad aziende che abbiano realizzato in Italia progetti di formazione duale in collaborazione con enti, istituti e centri di formazione di ogni tipo (inclusi licei, istituti tecnici e professionali, CFP/IeFP, ITS e università). 

La partecipazione è gratuita: tutte le informazioni di dettaglio per partecipare sono a questa pagina. 
Le candidature saranno aperte fino a lunedì 14 settembre 2020. 

L'iniziativa è coordinata dalla Camera di commercio Italo-Germanica, con il supporto del Ministero dell’istruzione e della ricerca tedesco (BMBF) e del German Office for international Cooperation in Vocational Education and Training (GOVET) e con la partnership di Anpal. 

martedì 30 giugno 2020

Proroga al 30.11.2020


Emergenza COVID-19 - Proroga ulteriore Avviso pubblico n. 33/2019 “Formazione per la creazione di nuova occupazione - Programma Operativo della Regione Siciliana – Fondo Sociale Europeo 2014-2020” - Approvato con D.D.G. n. 8050 del 27/12/2019 e pubblicato sulla G.U.R.S. n. 2 del 10/01/2020.


Hasta la próxima

M. U.

lunedì 22 giugno 2020

Avviso Pubblico - Avviso - del 04/06/2020




Avviso pubblico per il finanziamento di azioni formative e seminariali per l'accrescimento/aggiornamento delle competenze degli operatori del settore audiovisivo


Il presente avviso intende supportare i processi di produzione, organizzazione, distribuzione e comunicazione che caratterizzano il settore attraverso lo sviluppo, l’aggiornamento e la crescita di competenze multidisciplinari per andare incontro concretamente ai fabbisogni dell’industria audiovisiva
regionale, e non solo, e potenziarne la competitività.
Lo sviluppo, l’aggiornamento e la crescita delle competenze riguarda sia professionalità legate alla produzione audiovisiva in senso classico (ad es. sceneggiatura, regia, montaggio, produzione, organizzazione, comunicazione, marketing, etc.) sia profili innovativi, legati, ad esempio, alla crescente digitalizzazione, interattività e cross-medialità dei prodotti, sia profili manageriali.
L’avviso interessa:
- aziende operanti nei diversi segmenti che compongono la filiera audiovisiva (dalla progettazione alla
produzione, dall’organizzazione al marketing fino alla distribuzione del prodotto finale);
-destinatari disoccupati e/o inoccupati che intendano sviluppare competenze professionali per intraprendere percorsi di reinserimento/inserimento lavorativo nel settore dell’audiovisivo.




TORNO SUBITO 2019: PRESENTATO IL NUOVO BANDO




Presentata la nuova edizione di Torno Subito, il programma della Regione Lazio che sostiene i progetti presentati dai giovani per migliorare e valorizzare le loro competenze e esperienze professionali. I finanziamenti permetteranno di sostenere i percorsi di almeno 1.000 giovani, che si aggiungeranno agli altri 7 mila che hanno già partecipato alle precedenti edizioni

10/05/2019 - Il presidente, Nicola Zingaretti e l'assessore al Lavoro, Formazione, Scuola e Diritto allo Studio universitario, Claudio di Berardino, hanno presentato la nuova edizione di Torno Subito, il programma della Regione Lazio che sostiene i progetti presentati dai giovani per migliorare e valorizzare le loro competenze e esperienze professionali.

Il bando 2019 è finanziato con 13,3 milioni di euro del Programma POR FSE, di cui 600 mila euro riservati a proposte per 'professioni della cucina e dell'enogastronomia' e 1 milione di euro per progetti relativi alle 'professioni del cinema'.

I finanziamenti permetteranno di sostenere i percorsi di almeno 1.000 giovani, che si aggiungeranno agli altri 7 mila che hanno già partecipato alle precedenti cinque edizioni del
programma. In questi anni i 7 mila ragazzi partiti con il Progetto Torno Subito si sono distribuiti in Europa e nel mondo, realizzando i propri progetti formativi o realizzando work-experience presso aziende o organismi internazionali.

I progetti prevedono percorsi integrati di alta formazione ed esperienze in ambito lavorativo, prima fuori dalla Regione Lazio per l'acquisizione e l'approfondimento delle conoscenze (FASE 1), e successivamente all'interno del territorio regionale in cui il bagaglio delle competenze viene reimpiegato in ambito lavorativo (FASE 2). 

La registrazione degli account sarà possibile dalle 12:00 del prossimo 6 maggio e i progetti potranno essere inviati fino alle 12:00 del 21 giugno. Per tutte le info vai qui.

“Il progetto 'Torno Subito', realizzato  anche grazie all'Europa, permette alle ragazze e ai ragazzi di andare  all'estero, studiare e formarsi e poi tornare per portare le loro  competenze –parole del presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: non vogliamo fare nessuna elemosina, ma al contrario valorizzare le opportunità che una nuova edizione può  dare all'Italia. Parlo di formazione, scuola, università, di diritto  allo studio, di valorizzazione delle competenze”.

Avviso pubblico n_32_2019 Offerta formativa di Istruzione Tecnica Superiore ITS in Sicilia 2019/2021



DDG n_1280 del 18/06/2020 di approvazione della graduatoria provvisoria dell'Avviso pubblico n_32_2019 Offerta formativa di Istruzione Tecnica Superiore (ITS) in Sicilia 2019_2021


“Ora Veneto” a sostegno delle Pmi




Con l’approvazione di due delibere della giunta della Regione del Veneto sono stati stanziati altri 31 milioni per sostenere le piccole imprese nell’emergenza Coronavirus

La Giunta della Regione del Veneto ha approvato due misure all'interno del programma "Ora Veneto", un piano organico di 320 milioni di euro per stimolare la ripresa dei settori produttivi con contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.

Con la delibera n. 783/2020 è stato approvato un bando che stanzia 20 milioni e 630 mila euro di euro a fondo perduto per negozi, esercizi pubblici e servizi alla persona.
I contributi previsti serviranno a coprire le spese straordinarie legate alla ripartenza, in particolare i costi straordinari sostenuti da queste imprese per rispettare le prescrizioni igienico-sanitarie per contenere l'epidemia da Coronavirus.
Il bando è riservato alla imprese sospese per effetto del Dpcm dell'11 marzo, che potranno candidarsi online dal 2 al 14 luglio.
Sono ammesse le imprese che impiegano non più di 9 addetti e fatturano tra i 50 e i 500 mila euro, che entreranno in una grraduatoria.
Il contributo per le imprese beneficiarie è  a fondo perduto a sostegno della liquidità, non legato alla realizzazione di investimenti.
L’importo è di 2 mila euro ai quali si aggiungeranno 250 euro a dipendente dal terzo al nono.

Con la delibera n. 784/2020 il Fondo Regionale di Garanzia è aumentato di 11 milioni di euro, finanziati attraverso il Por Fesr 2014-2020.
La misura è destinata in particolare alle piccole e medie imprese che hanno rating più bassi e minori possibilità di accesso al credito, offrendo loro garanzie su finanziamenti a medio termine per un importo  circa 150.000-250.000 euro.
La delibera dà il via libera all'atto integrativo dell'Accordo di programma steso con i Ministeri dell'economia e dello sviluppo economico con cui si è costituita la "Sezione speciale Regione Veneto".

venerdì 19 giugno 2020

Abruzzo, prorogata all’8 luglio la scadenza delle domande per 100 tirocini del progetto “Spazio Lavoro Futuro”



A causa dell’emergenza sanitaria causata dal Covid 19 sono stati prorogati al prossimo 8 luglio i termini per presentare le domande per aderire ai 100 tirocini formativi con enti pubblici e privati, borse lavoro e corsi di formazione previsti all’interno del progetto “Spazio Lavoro Futuro” promosso dalla Regione Abruzzo.L'iniziativa è tesa a favorire e sostenere interventi di innovazione sociale e, in particolare, la realizzazione di un centro di aggregazione presso la struttura del galoppatoio di Tossicia e della sua area antistante, con lo scopo di erogarvi servizi sociali, educativi e per il lavoro attraverso un’articolata azione di sistema (implementata attraverso il progetto) che, a partire dall’analisi delle risorse e delle buone prassi regionali e nazionali, consenta di sviluppare e testare modelli sostenibili, mediante l’animazione e il coinvolgimento delle comunità educative territoriali, e di informare i destinatari finali (giovani e famiglie svantaggiate) e intermedi (enti del terzo settore, referenti dei sistemi educativi, imprese e altri referenti del mondo del lavoro). L’obiettivo ultimo dell’intervento è quello di contrastare il fenomeno della povertà, nelle sue diverse forme, e dell’esclusione sociale.

Il bando è consultabile e scaricabile dall’indirizzo https://www.spaziolavorofuturo.it/ e che le candidature dovranno pervenire entro le ore 13:00 di mercoledì 8 luglio 2020 nelle varie modalità previste.

FAQ AVVISO 33/2019 - Formazione per nuova occupazione



PO FSE SICILIA 2020 -Avviso 33/2019 – Formazione per nuova occupazione - Rubrica FAQ 4 aggiornate al 19/06/2020

DDG 1282 DEL 18/06/2020 ADOZIONE ALLEGATO 1 SOVVENZIONI CHECK_LIST




Regione Sicilia
Decreto di Adozione Check-list di controllo documentale DDR finale e Nota di determinazione finale - Apprendistato 

RIPRESA ATTIVITÀ DI FORMAZIONE PROFESSIONALE, STAGE E TIROCINI FORMATIVI



Si pubblica la nota 16747 dell' 8 giugno 2020 emanata in merito alla ripresa attività di formazione professionale, stage e tirocini formativi a seguito Ordinanza n. 22 del 02/06/2020 del Presidente della Regione Siciliana.

Toscana: avviso per l'accreditamento degli incubatori d'impresa



Incubatori d’impresa e start-up house hanno tempo fino alle ore 17 del prossimo 15 settembre per presentare la domanda di accreditamento regionale. La richiesta dovrà essere redatta esclusivamente on-line sul sito di Sviluppo Toscana.
 
Lo stabilisce l’avviso pubblicato sul Burt dalla Regione Toscana, che consente alle strutture esistenti: 
 
di accreditarsi per la prima volta;
di accreditarsi nuovamente se in passato si è verificata la perdita dell’accreditamento;
di aggiornare/confermare i dati già immessi nel sistema informatico di Sviluppo Toscana.
Una volta che sarà conclusa l’istruttoria di ammissibilità - condotta dagli uffici regionali in collaborazione con Sviluppo Toscana - verrà stilato un elenco dei soggetti ammessi e non ammessi annualmente.
 
Incubatori d’impresa e start-up
Incubatori d’impresa e start-up house sono realtà - pubbliche e private - che accelerano e favoriscono lo sviluppo di nuove aziende mettendo loro a disposizione una serie di servizi di supporto. Rappresentano il punto di contatto tra il mondo della ricerca e le imprese, promuovono la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e le accompagnano nella fase delicata dell’avvio.
 
Le aziende che si insediano nelle realtà accreditate costituiscono una rete regionale e potranno contare su tutti i servizi immobiliari di base, di accompagnamento e tutoraggio compresi nel Catalogo dei servizi avanzati e qualificati per le imprese toscane.

Emilia-Romagna: qualifica operatore socio-sanitario in tutti gli istituti professionali


Aumentano in Emilia-Romagna le possibilità di diventare operatore socio-sanitario. Grazie all’intesa tra Regione e Ufficio scolastico regionale si estende infatti a tutti gli istituti professionali del territorio l’offerta formativa per ottenere la qualifica.

Il protocollo avrà durata quinquennale a partire dalle classi terze dell’anno scolastico 2020/2021 e riguarda gli istituti professionali a indirizzo Servizi per la sanità e l'assistenza sociale.

L’accordo ha l’obiettivo di far diventare questa opportunità sistema permanente dell’offerta formativa degli istituti professionali, che potranno aderirvi senza alcun limite numerico delle classi attivabili.

Il passo in avanti è la conseguenza degli ottimi risultati ottenuti con la prima sperimentazione, che ha interessato 14 scuole e ha consentito a 399 ragazze e ragazzi neo-diplomati di ottenere a seguito di un esame anche la qualifica professionale di operatore socio-sanitario.

L’iniziativa – oltre ad ampliare le prospettive occupazionali degli studenti - diventa adesso un ulteriore concreto contributo per rispondere alla crescente domanda di personale qualificato da parte delle strutture sanitarie e socio-assistenziali dell’Emilia-Romagna, soprattutto in questo difficile periodo di emergenza dovuta al Coronavirus.



lunedì 8 giugno 2020

Il Decreto Scuola è legge, approvato in via definitiva alla Camera



È legge il decreto sulla scuola che disciplina gli Esami di Stato conclusivi del I e del II ciclo di istruzione, la valutazione finale degli alunni, la conclusione dell’anno scolastico 2019/2020 e l’avvio del 2020/2021, le procedure concorsuali straordinarie per la Scuola secondaria di I e II grado. Il decreto, che era stato approvato al Senato il 28 maggio scorso, ha ricevuto oggi il via libera definitivo dalla Camera dei Deputati. “È un provvedimento nato in piena emergenza che consente di chiudere regolarmente l’anno scolastico in corso. Il testo è stato migliorato durante l'iter parlamentare grazie al lavoro responsabile della maggioranza di governo. Con l’obiettivo di mettere al centro gli studenti e garantire qualità dell'istruzione. Ora definiamo le linee guida per settembre, per riportare gli studenti a scuola, in presenza e in sicurezza”, commenta la Ministra Lucia Azzolina.

Di seguito una sintesi del provvedimento 

Esami di Stato e valutazione finale degli alunni
Il decreto contiene la cornice normativa per lo svolgimento degli Esami di Stato conclusivi del I e II ciclo e per la valutazione finale delle studentesse e degli studenti. A seguito dell’emergenza coronavirus sono state infatti previste misure specifiche e semplificate per questo anno scolastico. In particolare, l’Esame di Stato del I ciclo coincide con la valutazione finale da parte del Consiglio di classe, che terrà conto anche di un elaborato consegnato e discusso online dagli studenti. Mentre per il II ciclo è prevista la sola prova orale in presenza. Le scuole stanno già operando sulla base delle Ordinanze emanate dal Ministero.

Qui la sintesi delle novità previste: https://www.miur.gov.it/web/guest/-/scuola-pubblicate-le-ordinanze-su-esami-di-stato-e-valutazione-presentate-le-misure-di-sicurezza-per-la-maturita. 

Voti alla scuola primaria, si cambia
Tornano i giudizi descrittivi, alla scuola primaria, al posto dei voti in decimi. La novità sarà reintrodotta dal prossimo anno scolastico. Una successiva Ordinanza del Ministero dell’Istruzione darà alle scuole tutte le indicazioni operative. 

Più tutele per gli alunni con disabilità
I dirigenti scolastici, sulla “base di specifiche e motivate richieste da parte delle famiglie degli alunni con disabilità”, tenuto conto della particolarità di questo anno scolastico, dopo aver sentito i Consigli di classe e acquisito il parere del Gruppo di lavoro per l'inclusione della loro scuola, potranno consentire “la reiscrizione dell'alunno al medesimo anno di corso frequentato nell'anno scolastico 2019/2020”. Questo consentirà di recuperare il mancato conseguimento degli obiettivi didattici e inclusivi per l'autonomia, stabiliti nel Piano educativo individualizzato. Una misura a favore degli studenti con disabilità e della loro reale inclusione. 

Privatisti, novità per chi fa l’Esame a settembre
Per i candidati privatisti che dovranno sostenere l’Esame del II ciclo nella sessione straordinaria di settembre: in attesa di conseguire il diploma, potranno partecipare con riserva alle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero programmato e ad altre prove previste dalle Università, istituzioni dell'Alta formazione artistica musicale e coreutica e altre istituzioni di formazione superiore post diploma. Potranno partecipare con riserva anche a procedure concorsuali pubbliche, selezioni e procedure di abilitazione per le quali sia richiesto il diploma di II grado.

Edilizia scolastica, poteri speciali ai Sindaci
Velocizzata l’esecuzione degli interventi di edilizia scolastica: fino al 31 dicembre 2020 i Sindaci e i Presidenti delle Province e delle Città metropolitane potranno operare con poteri commissariali. Gli Enti locali avranno, dunque, uno strumento in più per agire e garantire che gli interventi possano svolgersi rapidamente e in tempi utili per l’avvio del prossimo anno scolastico.

Precari, come cambia il concorso straordinario
Cambia il concorso straordinario per l’ingresso nella Scuola secondaria di I e II grado. I docenti che hanno i requisiti per partecipare non sosterranno più una prova a crocette, ma una prova con quesiti a risposta aperta, sempre al computer. La prova sarà diversa per ciascuna classe di concorso. Il bando di concorso, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine aprile, sarà modificato tenendo conto delle novità introdotte. Le prove si svolgeranno appena le condizioni epidemiologiche lo consentiranno. Ai vincitori di concorso immessi in ruolo nel 2021/2022 che rientrano nella quota di posti destinati all’anno scolastico 2020/2021 sarà riconosciuta la decorrenza giuridica del contratto, anche ai fini dell’anzianità, dal 1° settembre 2020.

Supplenti, le graduatorie diventano provinciali e digitali
Le graduatorie dei supplenti saranno aggiornate, ma anche provincializzate e digitalizzate. Si attuerà, perciò, quanto previsto dal decreto scuola di dicembre, ma con un’importante semplificazione per garantire l’attuazione delle nuove regole in tempo per il nuovo anno scolastico: il Ministero potrà emanare un’apposita Ordinanza, anziché muoversi per via regolamentare. La provincializzazione consentirà di sgravare le segreterie delle istituzioni scolastiche: saranno gli Uffici territoriali del Ministero a seguire il processo e assegnare le supplenze. La presentazione delle domande sarà, poi, informatizzata per tagliare i tempi e rendere il processo più efficiente anche a vantaggio degli insegnanti e degli studenti. Con il nuovo modello le supplenze saranno assegnate più rapidamente.


Hasta la próxima

M. U.